Le recenti piogge hanno ancor più messo in evidenza la scarsa attenzione per la manutenzione e la sistemazione idraulica del nostro territorio da parte della Regione,per questo l'Anbi ha scritto a Vendola e a Nardoni.

Oggetto: Richiesta finanziamenti per interventi di sistemazione e/o manutenzione idraulica.

Gentilissimi,

recenti comunicazioni inoltrate dall’Ufficio regionale bonifiche, nonché incontri vari tenuti sia presso strutture regionali sia presso questa ANBI Puglia, hanno messo in luce gli attuali orientamenti regionali in ordine alla ripartizione delle risorse disponibili, ripartizione che contempla assai poco, per non dire per nulla, le attività svolte nel settore della bonifica.

Pur senza entrare nel merito dei criteri adottati per la individuazione delle Aree cui è stata attribuita possibilità di spesa, ritenendo tale potestà di esclusiva competenza, e responsabilità, dell’Organo politico, non ci si può esimere dall’evidenziare una scarsa attenzione nei confronti di quelle attività che attengono, in generale, alla tutela dell’ambiente e che sono proprie dei Consorzi di Bonifica.

Negli incontri di cui sopra si è appreso che non solo non ci sono risorse per la realizzazione di interventi di sistemazione idrogeologica, né per interventi manutentivi di corsi d’acqua iscritti al Demanio idrico dello Stato o al Demanio regionale, ma neanche risorse per la manutenzione di opere di bonifica quali gli impianti idrovori.

Sembrerebbe essere, quindi, intendimento dell’Amministrazione regionale porre a totale carico dell’utenza consortile, ossia del mondo agricolo, i relativi costi, pur se tali opere garantiscono l’intera collettività per quanto concerne la sicurezza idraulica per importanti infrastrutture di trasporto, per strutture ricettive turistiche e per insediamenti civili, produttivi e commerciali. Tanto, probabilmente dimenticando troppo velocemente i numerosi, e oramai costanti, accadimenti che, in alcune occasioni, hanno portato anche alla perdita di vite umane, oltre che alla compromissione o distruzione di realtà economiche ed agli inestimabile danni di natura ambientale.

Accadimenti, quelli richiamati, che spesso pongono sul banco degli imputati gli stessi Consorzi di Bonifica, ingiustamente accusati di inadeguata attenzione al territorio e, nel contempo, di essere omissivi in azioni ed interventi in realtà a carico di altri Enti.

Il tutto mentre occorrerebbe, al contrario, lavorare per una più diffusa consapevolezza dell’indispensabilità di un piano organico e generale di manutenzione del territorio, con altrettanto diffusa ricaduta economica ed occupazionale in relazione alla tipologia ed entità degli interventi, avente per finalità la mitigazione del rischio idrogeologico e, quindi, la prevenzione dal rischio medesimo.

Purtroppo, nonostante della rilevanza della problematica, del termine prevenzione si fa uso verbale, senza mai concretizzarlo in azioni conseguenti, con l’inaccettabile risultato di riuscire a prevenire solo … la prevenzione.

A tal riguardo, questa Unione regionale condivide pienamente la necessità di dare risalto a quelle attività di valorizzazione, anche attraverso manifestazioni varie, della storia e della cultura del territorio, nonché di studio e ricerca, attività tutte che possono, senza meno, portare benefici complessivi allo sviluppo della economia pugliese, ma, nel contempo, ritiene che non ci possa essere sviluppo se non si è in grado di garantire la fruibilità di ciò che si è già realizzato e la sicurezza della collettività.

In tal senso, si ribadisce la necessità di ricercare un giusto equilibrio, pur nella difficoltà derivante dalle limitazioni ancora oggi imposte dal cosiddetto “patto di stabilità”, tra conservazione del territorio e sviluppo dello stesso, nella convinzione della stretta, se non obbligata, interdipendenza funzionale delle suddette attività.

Si resta, come sempre, a disposizione per qualsiasi approfondimento ritenuto necessario o opportuno e, con l’occasione, nel partecipare la più ampia collaborazione, si porgono cordiali saluti.